Varese, sequestrato il canale Telegram del gruppo Do.Ra.
23/07/2026
Il canale Telegram utilizzato dal gruppo di estrema destra “Do.Ra.” è stato sottoposto a sequestro preventivo e oscurato dalla Polizia di Stato e dall’Arma dei Carabinieri. Il provvedimento è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Varese, su richiesta della Procura, nell’ambito di un’inchiesta che coinvolge numerosi appartenenti alla comunità.
Indagini per apologia di fascismo e propaganda discriminatoria
L’operazione è stata eseguita congiuntamente nella mattinata di mercoledì 22 luglio. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di apologia di fascismo e manifestazioni fasciste, condotte previste dalla legge 645 del 1952, conosciuta come Legge Scelba.
Il procedimento riguarda inoltre presunti episodi di propaganda discriminatoria su base etnica e razziale, diffusa anche attraverso internet. Questa seconda contestazione fa riferimento all’articolo 604-bis del Codice penale.
L’oscuramento è stato disposto per interrompere la pubblicazione e la circolazione dei contenuti veicolati attraverso il canale, che risultava accessibile liberamente e aveva superato i 1.500 iscritti. Secondo l’impostazione dell’accusa, la piattaforma sarebbe stata utilizzata per diffondere propaganda neonazista, negazionista e antidemocratica.
Le perquisizioni eseguite nel giugno 2025
Il sequestro del canale rappresenta uno sviluppo dell’attività investigativa avviata anche attraverso le perquisizioni del 10 giugno 2025. In quell’occasione erano intervenuti gli agenti delle Digos delle Questure di Varese e Milano, supportati dalla Direzione centrale della Polizia di prevenzione, e i Carabinieri del Reparto Anticrimine del Ros di Milano.
Durante le perquisizioni erano stati recuperati tirapugni, pugnali, mazze e altre armi bianche. Gli investigatori avevano sequestrato anche bandiere, stendardi e oggetti recanti simboli nazifascisti, insieme a documenti e pubblicazioni riconducibili all’estrema destra.
Il materiale è stato acquisito agli atti e sottoposto alla valutazione della Procura di Varese, che coordina le indagini. Gli accertamenti sono diretti a ricostruire le attività del gruppo, i ruoli dei singoli aderenti e le modalità attraverso le quali sarebbero stati organizzati eventi e diffusi contenuti online.
Le cerimonie e i contenuti esaminati dalla Procura
Tra gli episodi sottoposti al vaglio degli inquirenti figurano alcune cerimonie rievocative e manifestazioni commemorative di matrice estremista. La nota investigativa richiama, in particolare, le contro-commemorazioni dedicate ai caduti nazifascisti della battaglia del San Martino.
Nel corso di tali eventi sarebbero stati esposti simboli come la svastica, il fascio littorio e segni runici. Agli atti figurano inoltre episodi nei quali alcuni partecipanti avrebbero eseguito il saluto romano ed esaltato pubblicamente esponenti o avvenimenti legati al nazismo e al fascismo repubblicano.
Una parte rilevante dell’inchiesta riguarda le pubblicazioni apparse su Telegram. Gli investigatori hanno segnalato messaggi e filmati ritenuti derisori o diretti a minimizzare la Shoah.
Tra i contenuti indicati nel provvedimento figurerebbero un video dedicato ad Adolf Hitler e ad altri gerarchi nazisti, pubblicato nell’anniversario della nascita del dittatore, e un invito per una festa di Capodanno raffigurante quattro appartenenti alle SS mentre brindano in un campo di concentramento.
Sono stati esaminati anche messaggi dedicati alla negazionista tedesca Ursula Haverbeck, accompagnati dall’invito a proseguire una battaglia ideologica contro quella che veniva definita “la grande bugia”.
Il canale oscurato su ordine dell’autorità giudiziaria
Gli elementi raccolti hanno portato la Procura a richiedere il sequestro preventivo della piattaforma. Il gip ha accolto la richiesta, disponendo l’oscuramento del canale per impedire la prosecuzione delle condotte contestate.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Le responsabilità delle persone coinvolte dovranno essere accertate nel contraddittorio processuale, nel rispetto della presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to