Fesr Lombardia, oltre 2 miliardi per ricerca e imprese
22/07/2026
Oltre 2 miliardi di euro per finanziare ricerca, innovazione, sostenibilità ambientale, rigenerazione urbana e competitività delle imprese lombarde. È la dotazione del Programma regionale Fesr 2021-2027, presentato durante l’appuntamento annuale dedicato all’evoluzione delle politiche europee di coesione e alle prospettive della programmazione che accompagnerà la Lombardia fino al prossimo decennio.
Circa 5.000 interventi finanziati nel ciclo precedente
L’incontro, intitolato “Dal 2014 al 2034: l’evoluzione delle politiche di coesione tra risultati e sfide future”, ha permesso di analizzare i risultati raggiunti con il precedente programma Fesr 2014-2020. Il ciclo si è concluso con circa 5.000 interventi finanziati sul territorio regionale.
Le risorse europee hanno sostenuto università, centri di ricerca, startup, piccole e medie imprese, amministrazioni pubbliche e progetti dedicati al trasferimento tecnologico. I finanziamenti hanno inoltre accompagnato interventi per la riqualificazione degli spazi urbani, la riduzione dell’impatto ambientale delle attività produttive e il rafforzamento delle infrastrutture per l’innovazione.
Il nuovo programma 2021-2027 prosegue lungo questa direzione, concentrando la dotazione disponibile su progetti capaci di generare ricadute economiche e sociali misurabili. L’obiettivo della Regione è trasformare le risorse comunitarie in investimenti durevoli, evitando che l’efficacia del programma venga valutata esclusivamente sulla base della capacità di spesa.
Fermi: «La gestione deve restare vicina ai territori»
L’assessore regionale a Università, Ricerca e Innovazione Alessandro Fermi ha rivendicato il modello seguito dalla Lombardia, fondato sul confronto con imprese, università, enti locali e soggetti che operano direttamente nei diversi territori.
Secondo Fermi, la conoscenza delle esigenze economiche e produttive locali consente di indirizzare i fondi verso interventi maggiormente aderenti ai bisogni reali. L’assessore ha quindi espresso preoccupazione per l’ipotesi di un maggiore accentramento della gestione delle risorse europee da parte della Commissione.
Una gestione più distante, ha osservato, potrebbe indebolire il rapporto costruito con cittadini, aziende e amministrazioni, riducendo la capacità di adattare bandi e strumenti finanziari alle caratteristiche dei sistemi regionali. La politica di coesione, nella posizione espressa dalla Lombardia, deve continuare a valorizzare le differenze territoriali e la capacità amministrativa maturata a livello locale.
Il programma Fesr rappresenta uno dei principali canali attraverso cui la Regione sostiene la produzione di conoscenza e la collaborazione tra ricerca e attività economiche. I progetti finanziati possono favorire la nascita di nuovi prodotti, l’adozione di tecnologie avanzate e la modernizzazione dei processi produttivi, con effetti sulla qualità del lavoro e sulla competitività delle imprese.
Intelligenza artificiale e tecnologie strategiche tra le priorità
Una parte centrale del confronto è stata dedicata all’intelligenza artificiale, alla trasformazione digitale e alle tecnologie considerate strategiche per l’economia europea. Questi settori stanno modificando le modalità con cui università e aziende sviluppano ricerca, organizzano la produzione e formano il personale.
Per la Regione, la programmazione europea dovrà destinare maggiore attenzione alle competenze specialistiche, al trasferimento delle conoscenze dai laboratori alle imprese e alla capacità di rendere accessibili le nuove tecnologie anche alle aziende di dimensioni ridotte.
L’evento ha approfondito anche il ruolo della piattaforma Step, nata per sostenere le tecnologie strategiche europee, e la revisione intermedia del programma Fesr 2021-2027. Il confronto ha coinvolto tecnici e rappresentanti istituzionali, chiamati a valutare come aggiornare le priorità finanziarie rispetto ai cambiamenti economici e industriali.
Tra i temi analizzati figurano inoltre la preparazione del ciclo successivo e la futura politica di coesione con orizzonte al 2034. La discussione riguarda la quantità delle risorse disponibili, i criteri con cui saranno distribuite e il ruolo che continueranno ad avere Regioni e amministrazioni territoriali nella selezione degli interventi.
Le competenze maturate con Fesr e Pnrr
Fermi ha richiamato anche l’esperienza acquisita dagli uffici regionali attraverso la gestione dei fondi europei e l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Secondo l’assessore, questo patrimonio amministrativo dovrà essere utilizzato nella costruzione dei prossimi programmi comunitari.
La capacità di preparare bandi, valutare progetti, controllare l’impiego delle risorse e rispettare le scadenze costituisce un elemento determinante per trasformare i finanziamenti in opere, servizi e investimenti effettivamente realizzati.
La Lombardia punta quindi a confermare il proprio ruolo nei settori della ricerca e dell’innovazione, rafforzando il dialogo tra istituzioni, università e sistema produttivo. La dotazione superiore ai 2 miliardi del programma 2021-2027 rappresenta la base finanziaria per sostenere questa strategia, mentre il confronto sulla futura gestione dei fondi definirà quanto spazio sarà lasciato alle Regioni nella programmazione europea successiva.
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