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Varese, imprese e non profit insieme per il lavoro delle persone con disabilità

10/06/2026

Varese, imprese e non profit insieme per il lavoro delle persone con disabilità

Il Centro Congressi Ville Ponti di Varese ha ospitato la presentazione della ricerca “Economia sociale e collaborazione tra imprese profit e non profit. Evidenze e opportunità per l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità”, promossa dalla Camera di Commercio di Varese in collaborazione con il Centro CreaRes dell’Università degli Studi dell’Insubria. L’incontro ha aperto una fase operativa di confronto tra istituzioni, imprese, cooperative e associazioni di categoria, con l’obiettivo di trasformare i dati raccolti in nuovi strumenti per il collocamento mirato e l’inclusione lavorativa.

Il Terzo Settore come motore di economia sociale

La ricerca descrive un’evoluzione rilevante del Terzo Settore, sempre meno legato a una funzione soltanto assistenziale e sempre più vicino al modello europeo di economia sociale. Cooperative ed enti non profit vengono letti come soggetti capaci di generare valore, sostenere l’inclusione attiva e contribuire alla competitività dei territori.

Nel caso della provincia di Varese, i dati Istat relativi al periodo 2018-2022 mostrano un comparto cooperativo solido, resiliente e in crescita dimensionale. Il settore genera da solo quasi il 70% del valore aggiunto dell’intero mondo cooperativo provinciale, con una presenza particolarmente significativa nei servizi di welfare, sanità e istruzione.

Questa base economica rappresenta, secondo lo studio, un punto di partenza utile per rafforzare le collaborazioni tra imprese profit e realtà non profit. Il tema centrale è superare rapporti occasionali o legati soltanto agli obblighi normativi, costruendo invece forme stabili di co-progettazione capaci di produrre inserimenti lavorativi più efficaci per le persone con disabilità.

Vitiello: serve un capitalismo etico per Varese

Il presidente della Camera di Commercio di Varese, Mauro Vitiello, ha indicato l’ente camerale come possibile facilitatore di un “capitalismo etico”, nel quale la collaborazione tra profit e non profit diventi una leva di innovazione per l’intero territorio. Le norme, ha spiegato, consentono già di progettare inserimenti lavorativi su misura, adattando postazioni e ambienti di lavoro, ma l’evoluzione del mercato rende più complessa l’applicazione pratica di questi strumenti.

Molte imprese tecnologiche e di servizi, infatti, non producono beni fisici e faticano a individuare attività pratiche da affidare all’esterno. Da qui la necessità di superare schemi tradizionali e costruire partnership strategiche. Per Vitiello, aiutare imprese e non profit a dialogare significa colmare il divario tra teoria e pratica, trasformandolo in un’occasione concreta di progettazione condivisa.

I curatori della ricerca, Rossella Locatelli e Andrea Uselli, hanno sottolineato come l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità rappresenti una sfida impegnativa, ma anche una possibilità di innovazione per il sistema economico e sociale. La mappatura ha evidenziato esperienze virtuose, ma anche barriere culturali e margini di miglioramento nell’applicazione della normativa.

Quattro linee d’azione per i prossimi tavoli territoriali

Lo studio ha analizzato anche diverse buone pratiche nazionali: dai percorsi di attivazione sociale in Piemonte ai modelli di finanziamento pubblico-privato in Veneto, dalle riserve di appalti in Umbria alle adozioni lavorative a distanza sperimentate a Lecco e Bergamo. Da queste esperienze nasce un’agenda d’azione articolata su quattro pilastri.

Il primo riguarda una governance congiunta, attraverso una regia pubblica capace di coordinare uffici per l’impiego, imprese e cooperazione sociale. Il secondo punta a istituzionalizzare buone prassi nate anche nel Varesotto, come il “Progetto Sociale al Quadrato” e le storiche Isole Formative. Il terzo pilastro è culturale: spingere le imprese a vedere l’inclusione come leva strategica collegata ai criteri ESG e il non profit come partner imprenditoriale competente.

L’ultima direttrice riguarda innovazione e centralità della persona, con investimenti in intelligenza artificiale, tecnologie abilitanti e ausili digitali per aprire alle persone con disabilità mansioni complesse e ad alto valore aggiunto. La seconda parte dell’incontro ha coinvolto Confcooperative, Confindustria, Confartigianato e Confapi in un confronto tecnico destinato a proseguire nei tavoli territoriali.

Camera di Commercio, Università dell’Insubria e componenti del tavolo sull’economia sociale avviano così una fase di lavoro dedicata a rendere stabile il dialogo tra categorie, imprese ed enti del Terzo Settore. L’obiettivo è mettere a sistema le iniziative già esistenti e fare dell’inclusione lavorativa una pratica ordinaria, capace di generare valore economico e sociale per il territorio varesino.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to