Lombardia, siccità: acqua ai campi fino al 24 luglio
17/07/2026
La Lombardia garantirà nuovi volumi d’acqua all’agricoltura fino al 24 luglio, grazie all’accordo raggiunto con gli operatori idroelettrici durante il Tavolo regionale convocato a Palazzo Lombardia. L’intesa prevede il rilascio di circa 5 milioni di metri cubi al giorno nel bacino dell’Adda e di un milione di metri cubi quotidiani nel bacino dell’Oglio, con l’obiettivo di sostenere l’irrigazione e rallentare la riduzione dei livelli dei laghi.
Nove milioni di metri cubi destinati al Lago d’Idro
Il piano riguarda il bacino dell’Adda, dalla Valtellina fino al Lago di Como, e quello dell’Oglio. A queste misure si aggiunge l’accordo raggiunto con la Provincia autonoma di Trento, che sarà formalizzato con una delibera della Giunta regionale.
La società HDE, responsabile della gestione degli invasi trentini situati a monte del Lago d’Idro, renderà disponibili 9 milioni di metri cubi d’acqua. Il rilascio offrirà un margine aggiuntivo al bacino del Chiese, uno dei territori interessati dalla riduzione delle riserve.
L’assessore regionale agli Enti locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo della risorsa idrica, Massimo Sertori, ha spiegato che i nuovi apporti consentiranno di proseguire l’irrigazione dei campi durante una fase delicata della stagione agricola.
Deficit idrico regionale al 43,4 per cento
I dati raccolti da Arpa Lombardia e analizzati durante il Tavolo mostrano una situazione severa, ma meno critica rispetto alla grande siccità del 2022. Al 12 luglio 2026, il deficit idrico regionale era pari al 43,4%, contro il 60% registrato nello stesso periodo di quattro anni prima.
Nel bacino del Ticino il deficit raggiunge il 53,3%, leggermente superiore al 51% del 2022. L’Adda si attesta al 45,3%, rispetto al 70% di allora, mentre il Brembo registra il 46,7%, contro l’86,3%.
Il Serio presenta un deficit del 31,9%, molto distante dall’80% del 2022. Per l’Oglio il valore è del 47,3%, per il Chiese del 44,9% e per il Mincio del 22,5%. Nel 2022 gli stessi bacini avevano raggiunto rispettivamente l’80%, il 93% e il 50%.
Gestione delle riserve e criticità in Lomellina
Regione Lombardia aveva avviato la stagione irrigua con una disponibilità d’acqua ridotta. Il Tavolo ha quindi adottato una gestione prudente delle riserve, calibrando i rilasci sulla base delle previsioni meteorologiche e delle necessità manifestate dal settore agricolo.
Secondo Sertori, questa strategia ha permesso alla maggior parte delle aziende di completare il primo raccolto. Una delle principali criticità resta la Lomellina, alimentata dal Lago Maggiore e dal Canale Cavour, infrastruttura che prende origine in Piemonte.
La Regione sta lavorando con l’amministrazione piemontese per affrontare i problemi legati alla disponibilità e alla distribuzione dell’acqua nell’area. Al Tavolo hanno partecipato anche associazioni agricole, consorzi di bonifica, enti regolatori dei grandi laghi e altri soggetti coinvolti nella gestione della risorsa.
Beduschi: tutelato il reddito delle aziende agricole
L’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, ha definito rilevante la possibilità di garantire il quantitativo minimo necessario per portare a termine il primo raccolto, passaggio determinante per difendere il reddito delle imprese e limitare i danni alla stagione produttiva.
La Regione intende proseguire il monitoraggio dei bacini e valutare nuove misure dopo il 24 luglio. Accanto alla gestione dell’emergenza, il confronto ha richiamato la necessità di programmare infrastrutture e interventi di medio periodo, compresi quelli destinati a contrastare il cuneo salino lungo il Po e a migliorare la capacità di accumulo e distribuzione dell’acqua.
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