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Lombardia, altri 96 milioni per il piano di housing sociale

17/06/2026

Lombardia, altri 96 milioni per il piano di housing sociale

Regione Lombardia rafforza il proprio piano di housing sociale con altri 96 milioni di euro, puntando a offrire nuove risposte all’emergenza abitativa che oggi riguarda anche il ceto medio: lavoratori, famiglie, studenti e persone che non riescono a sostenere i costi del mercato privato, ma non rientrano nei requisiti dell’edilizia popolare. Il programma lombardo è stato presentato come possibile modello nazionale durante il convegno di Legacoop a Roma, intitolato “Contributi cooperativi sul Piano Casa”.

Un piano per chi resta fuori dal mercato privato

Al confronto hanno partecipato l’assessore alla Casa e Housing sociale di Regione Lombardia Paolo Franco, l’assessore dell’Emilia-Romagna Giovanni Paglia, il segretario nazionale del Sunia Stefano Chiappelli e Mariangela Di Giandomenico, componente della Commissione Ue Segpp, lo Stakeholder expert group on public procurement.

Secondo l’assessore Franco, l’emergenza abitativa non riguarda più soltanto le fasce economicamente più fragili, ma coinvolge una platea più ampia di cittadini. Si tratta di famiglie e lavoratori che, pur avendo un reddito, incontrano difficoltà crescenti nel trovare abitazioni a costi sostenibili, soprattutto nelle aree urbane e nei territori dove la pressione del mercato immobiliare è più forte.

Il piano regionale si rivolge in particolare alle famiglie con Isee compreso tra 14.000 e 40.000 euro. L’obiettivo è ampliare l’offerta di alloggi in affitto a canone sostenibile, recuperando patrimonio già esistente e riducendo il consumo di nuovo suolo. La strategia punta quindi su riqualificazione, rigenerazione urbana e collaborazione tra soggetti pubblici, privati e cooperativi.

Cooperative e Comuni al centro del nuovo modello

Nel corso del convegno, Franco ha sottolineato il ruolo strategico del mondo cooperativo, definito un interlocutore essenziale per costruire un nuovo modello dell’abitare. La cooperazione sociale ed edilizia, secondo la Regione, può contribuire non solo alla realizzazione degli interventi, ma anche al rafforzamento delle comunità, alla riqualificazione dei quartieri e al contrasto dell’isolamento abitativo e sociale.

Il percorso era già stato avviato nel 2024 con un primo bando regionale da 18,5 milioni di euro, destinato a imprese, cooperative e Comuni per il recupero di alloggi da assegnare in affitto a canone sostenibile. Ora il piano viene rafforzato grazie a 96 milioni derivanti dalla riprogrammazione dei fondi Fesr e Fsc.

Le nuove risorse saranno indirizzate a tre linee di intervento: progetti realizzati da imprese, cooperative e Comuni; progetti promossi dalle Aler; iniziative sviluppate dal Terzo settore. La scelta conferma l’impostazione basata sul partenariato pubblico-privato, considerato dalla Regione una leva decisiva per affrontare una domanda abitativa diventata più complessa e trasversale.

Obiettivo 2.500 alloggi riqualificati

Con l’investimento complessivo, Regione Lombardia stima di incentivare la ristrutturazione di circa 2.500 alloggi, da destinare al cosiddetto ceto medio impoverito, agli studenti e a persone in condizioni di fragilità. Gli interventi dovranno favorire il recupero del patrimonio esistente, evitando nuova espansione edilizia e contribuendo al miglioramento del tessuto urbano.

Il piano viene presentato anche come misura capace di produrre effetti economici sui territori. La riqualificazione degli immobili può infatti attivare un indotto per imprese, professionisti e filiere locali legate all’edilizia, alla manutenzione e ai servizi, con ricadute sul sistema produttivo lombardo.

Franco ha ribadito che le sfide del futuro richiedono alleanze solide tra istituzioni, cooperative, imprese, Aler, Comuni e Terzo settore. Per la Regione, l’housing sociale diventa così uno strumento di politica abitativa, rigenerazione urbana e coesione sociale, pensato per dare risposte concrete a una fascia di popolazione che rischia di rimanere senza soluzioni accessibili.

La Lombardia punta quindi a consolidare un modello che tiene insieme sostegno alle famiglie, recupero degli immobili, consumo di suolo zero e collaborazione con il mondo cooperativo. Un’impostazione che, secondo l’assessore Franco, può diventare un riferimento anche per il dibattito nazionale sul Piano Casa e sulle nuove forme dell’abitare sostenibile.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.