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Energia, Confapi chiede all'UE nuove misure per le PMI italiane

12/10/2026

Energia, Confapi chiede all'UE nuove misure per le PMI italiane

Confapi chiede al Governo italiano interventi strutturali per ridurre i costi energetici delle piccole e medie imprese manifatturiere, dopo il via libera europeo alla clausola di salvaguardia nazionale per le spese in difesa ed energia, annunciato dall'associazione. Il presidente Cristian Camisa, intervenuto il 9 ottobre 2026, ha accolto favorevolmente la decisione attribuita alla Commissione europea, proponendo due strumenti per sostenere le aziende escluse dalle principali agevolazioni destinate ai grandi consumatori di energia: un credito d'imposta per l'efficienza energetica e l'autoproduzione e un meccanismo denominato Energy Release PMI. Le richieste arrivano in un contesto di forte preoccupazione per i prezzi dell'elettricità e per le conseguenze sulla competitività del settore industriale.

Clausola di salvaguardia UE, Confapi chiede interventi per le imprese

Il presidente di Confapi, Cristian Camisa, vicepresidente anche di European Entrepreneurs CEA-PME, ha espresso apprezzamento per l'apertura europea richiamata nel comunicato dell'associazione.

Secondo Camisa, la possibilità di utilizzare maggiori margini di intervento pubblico rappresenta un'opportunità per affrontare le difficoltà delle imprese manifatturiere italiane, alle prese con costi energetici elevati e trasformazioni dei processi produttivi.

La richiesta rivolta al Governo è di utilizzare gli spazi disponibili per introdurre strumenti di politica industriale capaci di sostenere gli investimenti, evitando interventi economici generalizzati e privi di effetti duraturi.

La posizione di Confapi si concentra soprattutto sulle piccole e medie imprese non classificate come energivore, che possono sostenere spese consistenti per l'approvvigionamento elettrico senza beneficiare dei meccanismi agevolativi riservati alle aziende con consumi superiori a determinate soglie.

Le proposte avanzate dall'associazione dovranno essere valutate nell'ambito delle future misure nazionali e nel rispetto delle condizioni previste dalla disciplina europea.

Prezzo dell'energia, Camisa segnala un PUN oltre 220 euro/MWh

Nel suo intervento, Camisa ha richiamato l'andamento dei mercati energetici, indicandolo tra le principali criticità per il sistema produttivo italiano.

Secondo i dati citati dal presidente di Confapi, l'8 ottobre il Prezzo Unico Nazionale dell'energia elettrica (PUN) avrebbe superato i 220 euro per megawattora, una soglia che l'associazione considera particolarmente preoccupante per le imprese manifatturiere.

Confapi collega le tensioni sui prezzi anche all'instabilità geopolitica internazionale, ricordando i rischi che interessano le principali rotte di approvvigionamento energetico, tra cui lo Stretto di Hormuz.

Per le aziende impegnate nella produzione industriale, l'aumento del costo dell'elettricità può incidere direttamente sui margini operativi, sulla definizione dei prezzi di vendita e sulla programmazione degli investimenti.

Il presidente dell'associazione ritiene quindi necessario affrontare il problema attraverso interventi che riducano l'esposizione delle imprese alle oscillazioni dei mercati energetici.

Credito d'imposta per efficienza energetica e autoproduzione

La prima proposta avanzata da Confapi riguarda l'introduzione di un credito d'imposta a cascata destinato agli interventi di efficientamento energetico e autoproduzione delle piccole e medie imprese.

L'obiettivo dichiarato è favorire gli investimenti in tecnologie e impianti che permettano alle aziende di ridurre il fabbisogno energetico oppure di produrre direttamente una parte dell'energia necessaria alle attività industriali.

Secondo l'impostazione indicata dall'associazione, il sostegno pubblico dovrebbe accompagnare programmi di investimento capaci di produrre benefici nel tempo, anziché limitarsi a compensare temporaneamente gli aumenti delle bollette.

La proposta si rivolge alle PMI manifatturiere che, pur sostenendo costi energetici significativi, non soddisfano i requisiti previsti per accedere agli strumenti destinati alle imprese maggiormente energivore.

Nel comunicato Confapi non indica ancora aliquote, massimali o modalità operative del credito d'imposta, che resta una misura proposta all'esecutivo e non un'agevolazione già attivata.

Energy Release PMI: energia rinnovabile a prezzi stabilizzati

Il secondo intervento richiesto è l'istituzione di un meccanismo denominato Energy Release PMI, pensato per facilitare l'accesso delle imprese manifatturiere a energia prodotta da fonti rinnovabili.

Il sistema proposto prevede la possibilità di assegnare alle aziende un quantitativo predeterminato di energia a prezzi stabilizzati, riducendo l'esposizione alle variazioni del mercato.

In cambio del beneficio, le imprese dovrebbero assumere impegni relativi alla realizzazione di nuovi impianti alimentati da fonti rinnovabili oppure all'adozione di interventi di efficienza energetica.

Confapi ipotizza quindi un modello basato sull'anticipazione di energia e sulla sua successiva restituzione, collegando il sostegno iniziale alla realizzazione di investimenti privati.

Il meccanismo, secondo l'associazione, permetterebbe di affrontare contemporaneamente due esigenze: il contenimento dei costi di approvvigionamento nel breve periodo e l'aumento della capacità produttiva da fonti rinnovabili.

Si tratta tuttavia di una proposta di politica industriale, la cui eventuale applicazione richiederebbe la definizione delle condizioni di accesso, degli obblighi per le imprese e delle modalità di gestione dell'energia.

PMI manifatturiere escluse dagli aiuti agli energivori

Un punto centrale dell'intervento di Camisa riguarda i criteri utilizzati per individuare le imprese che possono accedere alle agevolazioni energetiche.

Secondo Confapi, esiste una vasta fascia di aziende manifatturiere che sostiene costi elevati per elettricità e gas, ma rimane esclusa dai benefici previsti per i grandi consumatori.

L'associazione descrive questa situazione come una zona grigia che coinvolgerebbe decine di migliaia di imprese, caratterizzate da un'incidenza significativa delle spese energetiche sulla propria attività economica.

La richiesta è quindi di superare un sistema basato prevalentemente sui volumi assoluti di consumo e di considerare maggiormente il peso effettivo dell'energia sui bilanci aziendali.

Una revisione dei criteri, secondo Confapi, potrebbe consentire di raggiungere imprese che non rientrano nelle categorie tradizionalmente agevolate, ma che risentono in maniera rilevante degli aumenti dei prezzi energetici.

Rischio delocalizzazione, Confapi sollecita una politica industriale stabile

Le richieste avanzate da Cristian Camisa si inseriscono in una riflessione più ampia sulla competitività del sistema manifatturiero italiano.

Secondo il presidente di Confapi, il permanere di condizioni energetiche sfavorevoli potrebbe compromettere la capacità delle aziende di sostenere investimenti e mantenere le produzioni sul territorio nazionale.

Tra i rischi richiamati dall'associazione figura la possibile delocalizzazione di attività produttive verso Paesi nei quali i costi energetici risultino più contenuti.

Confapi ritiene quindi necessario accompagnare la transizione energetica con strumenti che permettano alle PMI di programmare gli investimenti e contenere l'incertezza sui costi di produzione.

Il presidente Camisa chiede che le future decisioni del Governo tengano conto delle esigenze delle imprese manifatturiere di dimensioni minori, prevedendo interventi di medio e lungo periodo collegati alla produzione di energia rinnovabile e all'efficienza degli impianti.

Il pacchetto di proposte presentato il 9 ottobre comprende dunque due strumenti distinti, il credito d'imposta a cascata e l'Energy Release PMI, entrambi finalizzati a ridurre l'esposizione economica delle imprese ai prezzi dell'energia e a favorire nuovi investimenti nel sistema produttivo italiano.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.