Varese, undici misure di prevenzione dopo il blocco stradale per un videoclip
09/03/2026
Undici provvedimenti di prevenzione sono stati emessi dal Questore di Varese nei confronti dei responsabili del blocco stradale avvenuto lo scorso gennaio in via Como, episodio che aveva provocato gravi disagi alla circolazione e momenti di forte tensione durante le riprese di un videoclip musicale.
Le misure sono state adottate al termine delle attività investigative condotte dall’Arma dei Carabinieri e della successiva analisi della Divisione Anticrimine della Questura, che ha valutato la pericolosità sociale dei soggetti coinvolti.
Nel dettaglio, il Questore ha disposto otto fogli di via obbligatori con divieto di ritorno nel comune di Varese per due anni, un provvedimento di divieto di accesso alle aree urbane (Daspo urbano) della durata di un anno, un avviso orale e un avviso orale aggravato nei confronti di alcuni membri del gruppo.
Il blocco del traffico durante le riprese del video
L’episodio risale al mese di gennaio, quando un gruppo numeroso di giovani aveva occupato la carreggiata di via Como per realizzare le riprese di un videoclip musicale di genere trap. L’iniziativa aveva provocato il blocco completo della circolazione stradale in una delle arterie cittadine più frequentate.
Durante l’evento, oltre al traffico paralizzato, si era verificato anche un episodio particolarmente grave: i partecipanti avevano circondato un’ambulanza del servizio di emergenza 118 impegnata in un intervento di soccorso, ostacolando di fatto il passaggio del mezzo sanitario.
Sul posto erano intervenute diverse pattuglie delle forze dell’ordine – Carabinieri, Polizia di Stato e personale della Digos – per ripristinare la normalità e identificare i partecipanti.
Secondo quanto ricostruito, le operazioni di controllo erano state rallentate volontariamente dalle manovre di un veicolo utilizzato durante le riprese video, che avrebbe cercato di agevolare la fuga di alcuni partecipanti. Molti dei presenti avevano il volto coperto e tra loro vi era anche una persona armata di machete.
Le indagini e l’identificazione dei responsabili
Le successive indagini svolte dal Comando dei Carabinieri di Varese hanno permesso di ricostruire la dinamica dell’episodio e identificare diversi partecipanti al raduno.
Determinante è stata l’analisi dei filmati registrati dalle telecamere di videosorveglianza della zona e delle immagini contenute nel videoclip diffuso successivamente sui social network.
Durante i controlli effettuati sul posto dalle forze dell’ordine erano stati inoltre rinvenuti all’interno di un veicolo sostanze stupefacenti e un coltello a farfalla, elementi che hanno contribuito a delineare il quadro investigativo.
Controlli rafforzati nelle aree sensibili della città
Dopo l’episodio, il tema della sicurezza nella zona è stato affrontato anche nel corso di una riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, durante la quale è stato deciso di rafforzare i servizi di controllo sul territorio.
L’area interessata dal blocco stradale è ora oggetto di servizi straordinari di ordine pubblico, con la presenza di Uffici Mobili della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri.
Le attività di monitoraggio si estendono anche ad altre zone della città considerate particolarmente frequentate, tra cui le stazioni ferroviarie con il supporto della Polizia Ferroviaria, oltre a piazza Repubblica, piazza Forzinetti e piazza XX Settembre.
L’obiettivo delle operazioni è garantire una maggiore sicurezza urbana e assicurare ai cittadini la piena fruibilità degli spazi pubblici.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to