Innovazione, Confindustria Varese riunisce la sua Community: imprese a confronto su competenze, università e open innovation
02/03/2026
Si è riunita per la prima volta la Community degli Innovatori di Confindustria Varese. Attorno allo stesso tavolo, una trentina di imprese del territorio hanno condiviso esperienze, difficoltà e prospettive su un tema che attraversa trasversalmente organizzazioni e settori: l’innovazione. Non soltanto tecnologia e automazione, ma anche modelli organizzativi, cultura aziendale, strategie di mercato.
L’incontro si inserisce nel percorso delineato dal Piano Strategico #Varese2050, che punta a rafforzare un ecosistema dell’innovazione capace di connettere imprese, centri di ricerca e istituzioni. «Vogliamo supportare la capacità innovativa delle nostre imprese, stimolando quella rete di competenze e know-how che il Varesotto possiede – ha dichiarato Chiara Radrizzani, vicepresidente di Confindustria Varese –. Un network che deve comprendere startup, università, cluster, filiere, acceleratori e centri di ricerca, mettendo a fattor comune risorse per generare valore e sviluppo sostenibile».
Le criticità emerse: competenze, cultura e tempi di accesso alle risorse
Dal confronto tra imprenditori è emerso un quadro articolato. Il primo nodo riguarda il cosiddetto “mindset” innovativo: diffondere una cultura orientata al cambiamento in tutte le funzioni aziendali resta una sfida aperta. Non si tratta solo di introdurre nuove tecnologie, ma di ripensare approcci, responsabilità e modalità decisionali.
Accanto a questo, pesa la difficoltà di attrarre e formare giovani con competenze adeguate. Alcune aziende hanno evidenziato la carenza di profili capaci di integrare competenze tecniche con una visione trasversale, meno ancorata alla sola specializzazione ingegneristica e più attenta alla contaminazione tra saperi.
Un ulteriore elemento critico riguarda il rapporto con il sistema universitario, percepito come ancora troppo distante dalle esigenze operative delle imprese. A ciò si aggiunge la lentezza nell’accesso ai finanziamenti pubblici per l’innovazione, con tempi che spesso non coincidono con la rapidità richiesta dai mercati.
In parallelo, molte aziende hanno sottolineato la necessità di cambiare prospettiva: non più soltanto ottimizzazione dei processi produttivi, ma maggiore attenzione ai bisogni del cliente e alla capacità di anticipare le dinamiche di un mercato in continua evoluzione.
Opportunità e prossime azioni: startup, matching e ricerca applicata
Se le criticità sono chiare, altrettanto evidenti sono le opportunità. Le startup, in particolare, vengono viste come interlocutori strategici. «La contaminazione con queste realtà innovative rappresenta un trampolino per avviare processi di open innovation in tempi brevi», hanno osservato diversi partecipanti.
La vicepresidente Radrizzani ha richiamato il valore delle partnership con atenei e centri di ricerca, citando la LIUC e realtà come l’Università dell’Insubria, ComoNext, CentroCot e il JRC. Collaborazioni che, se ben strutturate, possono tradursi in progetti concreti e in un trasferimento tecnologico più efficace.
Proprio a partire dalle esigenze espresse dalle imprese, Confindustria Varese ha delineato alcune azioni operative: una visita all’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova per conoscere da vicino laboratori e soluzioni avanzate; incontri di avvicinamento con le università del territorio, con presentazione di casi di innovazione sviluppati in collaborazione con le aziende; nuovi eventi di matching tra startup e imprese, sull’onda del progetto realizzato con PoliHub, che ha evidenziato il valore del networking e del confronto con realtà esterne.
La Community degli Innovatori nasce con questo spirito: creare uno spazio stabile di dialogo, trasformando il confronto in iniziative tangibili. Un laboratorio territoriale in cui l’innovazione non resti parola d’ordine, ma diventi pratica condivisa e leva di competitività per il sistema produttivo varesino.
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